Ci sono parti del corpo con cui abbiamo un rapporto quotidiano, e altre di cui ci ricordiamo solo quando smettono di funzionare. Il pavimento pelvico appartiene con clamore alla seconda categoria.
In questo articolo mettiamo insieme le due cose: cos'è il pavimento pelvico e quali funzioni svolge, e cos'è l'incontinenza urinaria, perché viene chiamata la malattia silenziosa e come si previene. Perché la seconda si capisce davvero solo dopo aver capito il primo.
Partiamo subito.
Cos'è il pavimento pelvico.
Possiamo definirlo come il pavimento della nostra cavità addominale: per intenderci, è quella struttura che "chiude" il bacino inferiormente.
Se ti viene più facile localizzarlo, si estende grosso modo intorno all'area del perineo, che probabilmente sai già dove si trova.
Spesso, per farne capire meglio posizione e funzione, si chiede ai pazienti di fare una cosa semplice, che ora chiedo direttamente a te: immagina che ti stia scappando la pipì, ed esegui lo stesso gesto che faresti per trattenerla.
Ecco: in questo modo hai appena messo in azione il pavimento pelvico, contraendolo. Probabilmente hai "strizzato" la zona del perineo, dove sono presenti gli sfinteri che controllano sia la minzione che la defecazione.
È costituito da tre strati di muscoli che lavorano in sinergia per garantire una miriade di funzioni. Tra questi troviamo l'elevatore dell'ano, lo sfintere dell'ano, i muscoli perineali e diversi altri.
Le sue funzioni.
Alla muscolatura del pavimento pelvico possiamo attribuire una prima funzione che chiamiamo passiva: quella di sostenere i visceri del piccolo bacino, cioè vescica, utero e retto.
Possiamo paragonare questa funzione a una nave che deve galleggiare. L'acqua sostiene la nave, così come i muscoli del pavimento pelvico, trovandosi al di sotto degli organi pelvici, li sostengono e li fanno galleggiare.

- L'elevatore dell'anoÈ la piattaforma muscolare che occupa tutto il bacino, tesa da un lato all'altro come un'amaca.
- Ancorato all'osso, tutto attornoAl pube davanti, alle creste iliache ai lati, al sacro dietro. Letteralmente teso da un capo all'altro.
- I tre passaggi che lo attraversanoDal davanti al dietro: uretrale, vaginale e rettale. Ecco perché lo stesso muscolo governa continenza urinaria, fecale e sfera sessuale.
- Sopra di lui poggiano i visceriVescica, utero e retto stanno appoggiati su questa piattaforma. Quando la pressione addominale sale, è lei che deve reggere.
Illustrazione anatomica realizzata su misura per Wild Human.
Per svolgere questa funzione il pavimento pelvico deve essere sufficientemente resistente e tonico, per contrastare la forza di gravità e l'aumento della pressione dentro l'addome che si verifica normalmente durante le attività quotidiane: tossire, flettere il busto per raccogliere un oggetto, sedersi, alzarsi.
D'altro canto svolge poi una serie di funzioni attive straordinariamente importanti. Insieme agli sfinteri, infatti, garantisce la continenza urinaria e fecale.
E riveste un ruolo fondamentale anche nell'attività sessuale. Nella donna favorisce l'eccitazione, e un buon tono aiuta ad aumentare la sensibilità dell'area e le capacità orgasmiche. Nell'uomo le contrazioni muscolari favoriscono l'erezione e l'emissione del liquido seminale.
Ma allora perché è così poco conosciuto?
È facile intuire come la giusta tonicità ed elasticità del pavimento pelvico siano di fondamentale importanza per una vita in salute. E allora perché ne sappiamo così poco?
È stato lungamente ignorato per ragioni di varia natura.
In primo luogo, si tratta di un'area del corpo relativamente nascosta: nessuno può vederla con chiarezza. È una zona con la quale generalmente non si instaura quel rapporto quotidiano e spontaneo di consapevolezza e contatto che si stabilisce, per esempio, con un braccio o una gamba.
In secondo luogo, il pavimento pelvico è di fatto la regione chiave sia della minzione e della defecazione, sia della sessualità. Molteplici pudori sociali e tabù culturali hanno quindi contribuito ad accantonarlo ulteriormente.
In terzo luogo, la medicina stessa ha raggiunto solo in anni recenti una maggiore conoscenza e comprensione della sua centralità e del suo ruolo.
Il risultato è che moltissime persone scoprono di avere un pavimento pelvico solo nel momento in cui smette di funzionare. Ed è esattamente il momento peggiore per cominciare a occuparsene.
Gravidanza, parto e terza età.
Non meraviglia allora che molte donne riscoprano questa parte del proprio corpo solo in momenti delicati della propria vita.
Magari al momento del parto, quando un perineo non adeguatamente preparato viene sottoposto a episiotomia o subisce lacerazioni. Oppure nel post parto, quando molte neomamme si trovano a fare i conti con problemi di incontinenza. E ancora nella terza età, quando le stesse persone sperimentano per la prima volta il significato della parola prolasso.
I muscoli del pavimento vengono sottoposti a enormi sollecitazioni durante il parto e, se non sono sufficientemente preparati, è comune che vadano incontro a lesioni o disfunzioni, che possono presentarsi anche a distanza di anni.
Per questo motivo chi affronta una gravidanza dovrebbe svolgere un programma mirato alla prevenzione di questi problemi. Le revisioni sistematiche sull'argomento sono chiare: l'allenamento della muscolatura pelvica, iniziato in gravidanza e proseguito dopo il parto, riduce la probabilità di incontinenza.
Cos'è l'incontinenza urinaria.
L'incontinenza urinaria è una condizione caratterizzata dalla perdita involontaria di urina: per esempio a seguito di uno sforzo, o per una disfunzione del pavimento pelvico.
Si tratta di una situazione di estremo disagio, soprattutto dal punto di vista sociale e relazionale, che colpisce in prevalenza le donne.
In media 3 donne su 10 vanno incontro a un episodio di incontinenza urinaria nella loro vita. Il dato aumenta con l'avanzare dell'età e in presenza di determinati fattori di rischio, come la menopausa, la gravidanza e il parto.
Tuttavia è una condizione poco conosciuta, e mal affrontata.
La malattia silenziosa.
L'incontinenza urinaria viene spesso definita "la patologia silenziosa". Ma perché le viene dato questo appellativo?
Il motivo è molto semplice: spesso le persone che presentano questo disturbo non si rivolgono a nessuno specialista.
Un po' per vergogna, un po' perché pensano che sia una cosa normale con l'avanzare dell'età. Ma le cose non stanno così.
Si stima che 7 donne su 10 che presentano questo disturbo non ne parlino con nessuno. È proprio per questo che viene definita la patologia silenziosa.
L'incontinenza urinaria è una vera e propria condizione clinica, e come tale andrebbe presa in considerazione. Frequente non significa normale, e non significa inevitabile.
Per cui, se presenti questa condizione, rivolgiti al tuo medico, o a un fisioterapista esperto in riabilitazione del pavimento pelvico.
I vari tipi di incontinenza urinaria.
L'incontinenza urinaria può presentarsi in diverse forme. Vediamo le tre più comuni.
Incontinenza urinaria da sforzo
Nota anche come incontinenza da stress, è causata essenzialmente da una perdita del tono muscolare del pavimento pelvico.
È caratterizzata da perdite di piccole quantità di urina, che si verificano quando aumenta la pressione addominale durante uno sforzo anche relativamente lieve: uno starnuto, il chinarsi, un colpo di tosse, una risata a crepapelle, o il sollevamento di oggetti pesanti.
Incontinenza urinaria da urgenza
Questo tipo è caratterizzato da un improvviso e incontrollabile bisogno di urinare, che spesso rende impossibile trattenere lo stimolo. Spesso non si riesce nemmeno a raggiungere il bagno, e frequentemente si verifica anche di notte.
È causata da contrazioni improprie del muscolo detrusore durante la fase di riempimento della vescica, ed è caratterizzata dalla fuoriuscita di grandi quantità di urina. Quando questo accade, la necessità di urinare non può essere soppressa volontariamente.
Incontinenza urinaria mista
La contemporanea presenza dei due quadri precedenti: perdita involontaria di urina associata sia all'urgenza sia agli sforzi.
Esistono altre forme meno frequenti di incontinenza: queste sono solo le più comuni e le più significative.
Cause e fattori di rischio.
Tutte le condizioni che abbiamo presentato hanno spesso un'origine comune: una probabile disfunzione del pavimento pelvico, l'area del bacino in cui esiste un delicato equilibrio tra ossa, muscoli e nervi, che si può alterare per diverse cause.
Detto in modo diretto: la causa primaria dell'incontinenza è molto spesso la mancanza di una corretta funzionalità del pavimento pelvico. Ma pur essendo la più comune, non è l'unica.
Nelle donne, i cambiamenti fisici derivanti da gravidanza, parto e menopausa, o l'intervento di rimozione dell'utero, possono provocarne la disfunzione. Una causa frequente è la cistite, infiammazione di natura infettiva che incrementa il bisogno di urinare.
Negli uomini può accadere in presenza di una prostata ingrossata, o dopo l'intervento di rimozione della prostata.
L'incontinenza da urgenza può essere causata anche da infezioni del tratto urinario, dalla presenza di calcoli, da problemi intestinali e stipsi, da patologie che alterano la funzionalità nervosa come il Parkinson, l'Alzheimer e l'ictus, o da lesioni al sistema nervoso.
In altri casi la mancanza di controllo della vescica può derivare dai danni ai nervi causati da diabete, sclerosi multipla o lesioni del midollo spinale.
Anche alcuni alimenti e farmaci possono avere un ruolo: alcol, caffeina, bevande gassate e dolci, cibi acidi come agrumi e pomodori possono accelerare gli stimoli o interferire con il normale bisogno di urinare.
In generale le donne tendono a essere più colpite rispetto agli uomini, per ragioni anatomiche e costitutive. Con le trasformazioni ormonali tipiche della menopausa, per esempio, avvengono alcune modificazioni sfavorevoli a carico di vescica, uretra e di tutte le strutture coinvolte nell'eliminazione dell'urina.
Peso, stipsi, movimento, stress. Tornano sempre gli stessi.
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Come faccio a prevenire l'incontinenza?
Ora che abbiamo approfondito un po' tutti gli aspetti, ti viene facile capire come il punto fondamentale per prevenire l'incontinenza urinaria sia proprio l'allenamento del pavimento pelvico.
Mantenere questa struttura in ottima forma, garantendole una corretta funzionalità, è un passo importantissimo. E le revisioni Cochrane sull'argomento lo confermano: l'allenamento della muscolatura pelvica funziona, in particolare nell'incontinenza da sforzo.
L'allenamento del pavimento pelvico
Sicuramente ti starai chiedendo: ma come diavolo faccio ad allenare il mio pavimento pelvico? È più facile di quello che pensi, ma lascia che ti spieghi meglio.
Ti devo dare una brutta notizia e una buona. Iniziamo con la brutta.
Devi sapere che allenare isolatamente il pavimento pelvico è abbastanza difficile, nel senso che risulta difficile isolarlo dalla contrazione di altri muscoli. Tuttavia esistono delle metodiche, come gli esercizi di Kegel, che se attuati nel modo corretto e con le giuste modalità possono portare grandi benefici.
La buona notizia è che il pavimento pelvico viene coinvolto in una miriade di azioni quotidiane, e anche durante esercizi non specificamente mirati. Lo squat, per esempio, il re degli esercizi per glutei e gambe, ha dalla sua un'enorme partecipazione anche del pavimento pelvico.
Quindi in fin dei conti basterebbe avere uno stile di vita sano e attivo, con attività fisica frequente e regolare, per mantenere il tuo pavimento pelvico in un ottimo stato di salute.
Altre forme di prevenzione
È importante salvaguardare il proprio pavimento pelvico evitando di sottoporlo a stress eccessivi. A questo proposito è fondamentale non trattenere lo stimolo della minzione, né posticiparla abitualmente.
Mantenere un peso adeguato è un altro punto centrale, perché l'aumento del peso corporeo grava direttamente sul pavimento pelvico. E su questo c'è una prova solida: negli studi controllati, la perdita di peso in donne in sovrappeso riduce in modo significativo gli episodi di incontinenza.
Altri accorgimenti importanti sono banalmente l'eliminazione dei fattori di rischio: non fumare, limitare alcol, caffeina e teina.
Ancora: assumi una dieta ricca di fibre e assicurati un'abbondante introduzione di liquidi, almeno un litro e mezzo o due al giorno. In questo modo si combatte la stipsi, che rappresenta un danno e uno stress continuo per le strutture pelviche.
L'esercizio di Kegel guidato.
Visto che a parole è difficile capire il ritmo, ti ho preparato una guida visiva. Il principio è semplice: si contrae, si mantiene, si rilascia completamente, e si riposa. La fase di rilascio conta esattamente quanto quella di contrazione, e nella pratica è quella che quasi tutti saltano.
Esercizio di Kegel guidato.
Siediti comodo, con le gambe leggermente divaricate. Segui il quadrato: quando si stringe contrai il perineo, come se trattenessi la pipì, quando si allarga rilascia completamente. Respira normalmente: la pancia non deve bloccarsi.
Comincia da 3 secondi se 5 sono troppi: il segnale che stai esagerando è che la contrazione "scappa" prima della fine, oppure che stringi glutei, cosce e addome per compensare. Un protocollo tipico prevede circa 10 ripetizioni per 2 o 3 volte al giorno, e i primi risultati si vedono dopo alcune settimane, non dopo pochi giorni. Se senti dolore, fermati: significa che serve una valutazione, non più esercizio.
In conclusione.
Vediamo in sintesi i punti fondamentali da portarsi a casa.
Il pavimento pelvico è una struttura centrale nella vita di tutti i giorni, e prenderne coscienza è un requisito fondamentale per prevenire condizioni molto comuni: incontinenza urinaria, prolasso degli organi pelvici e stipsi.
L'incontinenza urinaria è una condizione abbastanza frequente, che merita una doverosa attenzione. Esistono varie forme, ma spesso hanno tutte una comune origine: la disfunzione del pavimento pelvico.
Per fortuna possiamo prevenirla, tramite una presa di coscienza del nostro pavimento pelvico e tramite uno stile di vita sano e attivo.
Tuttavia, se ne presenti i sintomi, non avere vergogna a rivolgerti al tuo medico o a un fisioterapista specializzato. Contribuirai così a sradicarle l'appellativo di malattia silenziosa.
Ci leggiamo alla prossima,
Rob 🙂
Uno stile di vita attivo allena anche questo.
Il Lifestyle Checkup è gratuito e richiede pochi minuti. Ti dice da quale leva conviene partire tra movimento, sonno, stress e alimentazione, così non provi a cambiare tutto insieme.
Fonti
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