[ Blog · Stress e dolore ]

Quando la tensione diventa muscolo.

Non è raro che chi è sotto stress vada incontro a rigidità e dolori diffusi, localizzati soprattutto su collo, spalle e bassa schiena. Nascono in modo subdolo, e poi tendono a cronicizzare. Vediamo perché succede, e cosa farci.

Che le tensioni emotive, come ansia e stress, possano generare e aumentare le tensioni muscolari è ormai noto a tutti.

Ansia e stress non si limitano a dare sintomi pseudo neurologici, come la stanchezza, il mal di testa o la confusione mentale. Il più delle volte somatizzano a livello del corpo, simulando veri e propri problemi fisici.

In questo articolo ti spiego come uscirne: quali sono le cause, i sintomi e le strategie più efficaci.

Ci sei? Cominciamo.

Come e perché le tensioni emotive generano tensioni muscolari.

Sono tre i meccanismi principali, e agiscono insieme.

I tre meccanismi Tensione emotiva 01 · IMPULSI NERVOSI Il cervello manda segnali di protezione i muscoli si contraggono 02 · IL RESPIRO Diventa corto e alto, il diaframma lavora male collo e spalle lo sostituiscono 03 · INFIAMMAZIONE Molecole come le citochine alzano il tono muscolare utile in acuto, dannoso nel cronico Tre strade diverse che arrivano allo stesso posto: collo, spalle, schiena.
Non è uno solo il colpevole. È il motivo per cui lavorare solo sul muscolo contratto raramente basta: quel muscolo è l'ultimo anello di una catena che parte da molto più in alto.

1. Impulsi nervosi

Quando la nostra cabina di regia va in tilt, per l'eccessivo accumulo di tensioni emotive, inizia a mandare segnali di protezione. È il suo modo di segnalarci che c'è qualcosa che non va.

E questi segnali colpiscono proprio i muscoli. Vuoi sapere come reagiscono? Non di certo funzionando meglio: tendono a irrigidirsi e contrarsi, aumentando la loro tensione, fino ad arrivare talvolta al dolore.

2. Alterazione del respiro

Una delle prime cose che succedono quando siamo stressati è l'alterazione del respiro: iniziamo a respirare più velocemente, con più frequenza, e soprattutto in modo superficiale.

Questo, nel cronico, fa funzionare male i muscoli respiratori, il diaframma in primis. Ecco che devono intervenire i muscoli "ausiliari" della respirazione, quelli che normalmente entrano in gioco solo in un'inspirazione forzata.

Se questi restano cronicamente attivi, la loro tensione aumenta. Ed è facile andare incontro a problemi cervicali, alla parte alta delle spalle o a livello intercostale. Su questo ho scritto una guida dedicata: cervicale, ansia e stress.

3. Produzione di sostanze infiammatorie

Davanti a uno stress il corpo produce molecole infiammatorie come le citochine. Questo è del tutto normale: ci aiutano a reagire.

Tra i loro effetti c'è anche l'aumento della tensione muscolare, perché si presuppone che in un momento di pericolo dobbiamo essere più reattivi. Vero, ma solo nel breve termine.

Quando le tensioni emotive diventano croniche, questa risposta resta costantemente attiva, e i muscoli restano cronicamente tesi.

I sintomi che lo rivelano.

Capire se sono le tensioni emotive a causare le tue tensioni muscolari non è così difficile. Raramente le tensioni emotive generano un problema fisico ben specifico: è molto più comune trovarsi davanti a sintomi generalizzati.

  • dolori articolari e muscolari, spesso in più zone
  • costante stanchezza e spossatezza
  • affaticamento mentale: poca lucidità e concentrazione
  • mal di testa frequenti
  • disturbi intestinali e difficoltà a digerire
  • tachicardia
  • disturbi del sonno

È facile trovare, per esempio, persone che soffrono di dolore cervicale associato a mal di testa, stanchezza e a volte sensazioni di sbandamento. Un chiaro esempio di tensione ai muscoli del collo causata da un eccessivo accumulo di ansia e stress.

[ Prima di continuare ]

Se il muscolo è l'ultimo anello, dov'è il primo?

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Cosa fare per liberarsene.

Lo ammetto, questo è un argomento che mi sta molto a cuore. Da una parte perché è uno dei problemi più comuni. Dall'altra perché è uno degli argomenti peggio affrontati dalla medicina in generale.

Come ormai per ogni cosa, si pensa di poter risolvere con una "pillola magica": farmaci, massaggi, manipolazioni, cerotti di ogni genere, cuscini miracolosi, elettromedicali.

Ma davanti a un problema che ha origine nella cabina di regia, non può esistere né una pillola né una terapia magica in grado di risolvere. Stiamo parlando di qualcosa che nasce dal nostro stile di vita e dalla nostra difficoltà a gestire l'accumulo di tensioni emotive.

Serve un approccio globale, su tre pilastri.

1. Lavoro sul respiro.

Il respiro è la porta che ci consente di accedere al sistema nervoso. E abbiamo visto che l'alterazione della meccanica respiratoria è proprio una delle cause dell'accumulo di tensioni.

Prendi l'abitudine di dedicare almeno 5-10 minuti al giorno al tuo respiro. Con respirazioni diaframmatiche a bassa frequenza, ripetute 2 o 3 volte al giorno, riuscirai a ridurre enormemente i tuoi stati tensivi.

Se vuoi una tecnica precisa con il ritmo guidato, trovi la respirazione quadrata nella guida sui sintomi fisici da ansia e stress.

2. Allungamento muscolare.

Il lavoro sui muscoli è fondamentale, perché i collegamenti del corpo umano sono sempre nei due sensi.

Se è vero che la cabina di regia manda "input di tensione" ai muscoli, è altrettanto vero che noi possiamo agire nel verso opposto, mandando segnali di rilassamento al cervello attraverso il lavoro sui muscoli.

Qualsiasi forma di esercizio aiuta, ma nelle prime fasi la tipologia da preferire è l'allungamento muscolare: è quella che dà gli input di relax più diretti.

Bastano sessioni di 5-10 minuti, almeno 2 volte al giorno. Io consiglio sempre mattina appena sveglio e sera. Ma per ottenere i massimi benefici servono tre parametri.

I tre parametri dello stretching DURATA 30-40 sec per ogni posizione × 3 volte consecutive INTENSITÀ media senti tensione, non dolore troppa = segnale opposto COL RESPIRO lento respiri profondi mentre tieni la posizione
Lo stretching fatto così cambia risultato. Il terzo parametro è quello che quasi nessuno rispetta, ed è il più importante: allungare trattenendo il fiato o con la mascella serrata manda al cervello esattamente il segnale che stiamo cercando di spegnere.

Quali muscoli allungare dipende dalla zona in cui senti più tensione. Ecco tre esercizi che uso spesso proprio per questo:

3. Gestione dello stato infiammatorio.

Quando ansia e stress diventano cronici, ne consegue un aumento dello stato infiammatorio generale. Ed è proprio questa la causa principale di tutti gli altri sintomi generalizzati.

Su cosa possiamo lavorare:

  • L'alimentazione: riducendo i cibi pro infiammatori, come quelli molto processati, gli zuccheri semplici e i prodotti iperpalatabili e molto calorici.
  • L'umore: è un dato di fatto, quando il cervello sta meglio l'infiammazione si abbassa. Trova la tua zona di genio e coltivala, segui le tue passioni, passa tempo con persone di qualità.
  • I livelli di HRV: la variabilità della frequenza cardiaca è un ottimo indicatore per capire se stai andando nella direzione giusta.

In conclusione.

Abbiamo visto come gli stati di eccessiva tensione emotiva possano facilmente dar luogo a tensioni muscolari, spesso accompagnate da altri sintomi generalizzati. Il tutto per un affaticamento del sistema nervoso e un aumento dell'infiammazione.

Per risolvere serve un approccio globale: respiro, muscoli, infiammazione. Perché i collegamenti tra cervello e muscoli sono sempre nei due sensi, e tramite quello che facciamo attivamente siamo in grado di dare chiari input di relax al nostro sistema nervoso.

Questo non avviene quando ci affidiamo alle terapie spilla soldi, che non fanno altro che farti perdere tempo.

Quindi armati di pazienza e di tanta voglia di fare, perché il tuo corpo ha già le migliori armi a disposizione.

Ci leggiamo alla prossima,
Rob 🙂

[ Il passo successivo ]

Tre pilastri. Ma da quale iniziare?

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Roberto Bombagi

Roberto Bombagi

Fisioterapista e divulgatore scientifico

Da diversi anni mi occupo di divulgare salute e benessere generale, traducendo la ricerca scientifica su dolore, sonno e stress in cose che puoi applicare davvero, senza scorciatoie e senza allarmismi. La salute non è questione di genetica: con le scelte quotidiane puoi fare molto più di quanto pensi.

Fonti

  1. Wirth MD, Burch J, Shivappa N, et al. Association of a dietary inflammatory index with inflammatory indices and the metabolic syndrome. Journal of Occupational and Environmental Medicine, 2014;56(9):986-989.
  2. Zaccaro A, Piarulli A, Laurino M, et al. How breath-control can change your life. Frontiers in Human Neuroscience, 2018;12:353.
  3. Rosenkranz MA, Davidson RJ. Affective neural circuitry and mind-body influences in asthma. NeuroImage, 2009;47(3):972-980.
  4. Kiecolt-Glaser JK, Derry HM, Fagundes CP. Inflammation: depression fans the flames and feasts on the heat. American Journal of Psychiatry, 2015;172(11):1075-1091.
[ Domande frequenti ]

Tensioni: risposte rapide.

Per tre meccanismi insieme: il sistema nervoso manda segnali di protezione ai muscoli, il respiro diventa corto e superficiale caricando i muscoli accessori di collo e spalle, e l'organismo produce molecole infiammatorie che alzano il tono muscolare.

Raramente le tensioni emotive danno un problema ben localizzato. Il quadro tipico è generalizzato: dolori in più zone, stanchezza costante, poca lucidità, mal di testa, disturbi digestivi, tachicardia e sonno disturbato.

Almeno 30-40 secondi per posizione, ripetuti 3 volte. Intensità media: abbastanza da sentire tensione, non tanta da mandare al cervello il segnale opposto. E sempre abbinato a respiri lenti e profondi.

Danno un sollievo reale ma temporaneo, e non risolvono, perché il problema nasce dal sistema nervoso e dallo stile di vita, non dal muscolo in sé. Come momento di cura di sé possono starci: come strategia unica, no.